Moxibustione

Fra le tecniche complementari della medicina cinese, possiamo includere anche la moxibustione.

Questa pratica utilizza il calore della moxa (una versione essiccata dell’ artemisia) che viene bruciata vicino alla superficie della pelle. Il veloce propagarsi del calore fornisce così una gradevole sensazione di rinvigorimento a tutto il corpo.

La moxibustione è utilizzata nella medicina tradizionale cinese sin dall’antichità.

L’efficacia di questa tecnica, storicamente diffusa nei paesi dell’Estremo Oriente (Cina, Giappone, Corea, Vietnam, Mongolia), oggi sta guadagnando una crescente popolarità anche in Occidente.

Si ricorre alla moxibustione per trattare il dolore causato dall’artrite, per i problemi digestivi, per il mal di testa o tensioni alla rachide cervicale, per le otiti, contro il raffreddore e l’influenza.

I vantaggi della moxibustione

La tecnica consiste nel bruciare artemisia essiccata su specifici punti del corpo chiamati tsubo. Con l’ausilio di un bastoncino di moxa a forma di sigaro, si vanno a riscaldare punti specifici sulla pelle. Questo aumenta il flusso di energia vitale (qi o chi) attraverso determinati percorsi nel corpo.

Sebbene qualcuno la consideri ancora una pseudoscienza, uno studio del 2009 ha dimostrato che la moxibustione riduce sia la frequenza che la gravità delle vampate di calore nelle donne in postmenopausa.

Inoltre, la moxibustione è utilizzata con successo:

  • contro i dolori da artrite
  • contro i disturbi digestivi
  • per promuovere la circolazione del sangue
  • per stimolare gli tsubo.

Questa tecnica non ustiona e non lascia segni sulla pelle, ma diffonde calore in punti precisi